domenica

12° giorno - Rangiroa, a Tiputa e Avatoru

Iaoranàaaa
Oggi la giornata si presenta più calma, abbiamo in programma un giro di Rangiroa usando le biciclette fornite dalla pensione.
La prima meta è il paesino di Tiputa, e per attraversare l'oramai famoso Pass usiamo una barca/taxi condotta da uno personaggi ameni del luogo



















Il paesino è piccolino, in poco tempo ne facciamo il giro completo, ci colpisce il randagismo dei cani che girano a gruppi ringhiosi e la cosa ci mette un po' di timore.
E' una giornata festiva e ce ne accorgiamo dai bambini che giocano per le strade e da un canto che esce dalla chiesa, un'altra soave melodia che invita ad entrare.



Ritorniamo nell'isola principale e cicliamo la decina di km che ci portano ad Avatoru, il paese principale.
Lungo la strada una grande delusione.
Molte case e molte attività commerciali sono chiuse, vuote, dal proliferare di erbacce sembrano abbandonate, ci assale l'impressione di un qualcosa che tempo fa aveva vissuto momenti di floridità ma che adesso sta pagando a modo suo questa crisi, quasi un grande luna park in fase di smantellamento. Però nemmeno qua esiste la miseria, la gente rimasta vive apparentemente bene, i sorrisi ed i saluti per strada non mancano mai, sono vestiti dignitosamente e le case abitate sono in buone condizioni. Forse hanno saputo ritornare nei loro passi, ritornare indietro da uno sviluppo che forse li avrebbe soffocati.

Ci rendiamo conto anche di un'altra cosa.
Non esistono i nostrani sassi, i motu sono fatti interamente di pezzetti di coralli morti, nei campi non c'è terra, ma sabbia sempre corallina, e sui coralli nascono spontaneamente solo le palme da cocco, tutte le altre piante sono state importate dall'uomo.

Il paese è vivo, anche oggi è festa e ci sono ancora i banchi della sagra paesana, all'alba era partita una gara di canoe a 6 rematori, con una vera e propria maratona percorreranno gli 80km di oceano che separano Rangiroa da Tikehau.

Attorno a mezzogiorno, sopra ad un ponticello su uno stretto pass, ci sorprende la marea entrante. La corrente è violenta, ma sono sufficenti pochi centimetri d'acqua perchè una moltitudine di pesci colorati si dispongano ad accogliere il cibo fresco proveniente dall'oceano.

Il pomeriggio è dedicato alla spiaggia della pensione, condivisa con l'adiacente hotel Kiaora Village, un hotel di categoria elevata, con splendidi farè in spiaggia e molti overwater, però inesorabilmente chiuso, dicono in attesa di restauri, però questo aumenta la triste impressione mattiniera.
La spiaggia è sabbiosa, quindi l'acqua è torbida, è strano vedere che le palafitte in cemento degli overwater, di recente costruzione, sono già diventate aggancio per i coralli, in mezzo a queste incontro un po' di pesci colorati, fuggono, solo dopo un po' mi accorgo che mentre sto nuotando molti mi si dispongono dietro, mi seguono in processione, mi fermo immobile, alcuni rompono la timidezza e mi sfiorano, qualcuno mi mordicchia i peli del corpo e la cosa mi mette un po' di paura, non conosco che tipi di pesci siano e fino a dove possono arrivare, rientro a terra velocemente.

Il tramonto è l'ora indicata per il passaggio dei delfini al Tiputa Pass. Stasera non ci sono onde, calma piatta, e probabilmente i delfini preferiscono altri giochi, però il tramonto su Tiputa è spettacolare. Il celeste del mare e del cielo progressivamente si oscura verso il blu mentre l'ultimo sole batte proprio sul bordo dell'isolotto regalandogli l'ultima luce colorata. Anche qua le foto riescono solo a far intuire la realtà dei colori.

Stasera andiamo a letto un po' demoralizzati, solo domani mattina sapremo se sarà possibile andare alle "sabbie rosa", una spiaggia con questa particolare colorazione che si trova a circa 2 ore di barca da Avatoru, speriamo che le onde si calmino anche dentro la laguna oltre che nel Pass.
Buonanotte

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