giovedì

15° giorno - Fakarava, il paese di Rotoava

Iaoranàaa
Oggi è domenica e non si muove anima, o meglio, le anime si muovono solo in direzione chiesa.
Anche questa pensione mette a disposizione delle bici e raggiungiamo il centro del paese.

A mio parere l'importazione di nuove religioni è stata una delle rovine di questa zona.
Inizialmente veneravano i loro dei, che spesso erano persone esistite realmente nel passato circondate da un'aureola di leggende; vivevano nudi; non esisteva la proprietà privata, tutto era di tutti. Poi sono arrivati gli inglesi e con i loro missionari protestanti faticosamente (e con morti) hanno introdotto il concetto di proprietà lasciando però libertà di culto. Dopo sono arrivati i francesi, con missionari cattolici che hanno devastato tutte le tradizioni imponendo con la forza (e la morte) la loro religione, inquadrando la popolazione, abolendo cultura, canti e danze, cose che però per fortuna sono rimaste nel loro DNA ed ultimamente stanno ritornando grazie alla ritrovata autonomia dalla Francia.
In tutti i paesi più grossi esistono 3 chiese, la cattolica, la protestante, e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, cioè i Mormoni, quelli che vediamo girare anche per nostre strade in bicicletta indossando camicia bianca con maniche corte, cravatta e tesserino appuntanto sul petto. Alla domenica gli abitanti si ritrovano nelle rispettive chiese tutti vestiti a festa, così possiamo ammirare anche un'altra tradizione locale, i cappelli in paglia delle donne.
Ancora una volta ci colpiscono la serenità di questa gente, il sorriso stampato in faccia, l'accoglienza.
Dalla chiesa cattolica esce un canto si bambini, la messa deve ancora iniziare e ci accolgono sulla porta due signore che ci offrono l'immancabile tiarè da infilare nei capelli.
L'interno è luminoso, colorato, con grandi lampadari costruiti con conchiglie.



L'attesa si fa lunga ed usciamo, all'esterno il parroco ci viene incontro, conosce un po' d'italiano perchè ha studiato a Roma, per iniziare sta aspettando che arrivino proprio tutti i fedeli, e quando arriva l'ultima vecchina arriva per lui il monento di entrare ed iniziare la messa.
Noi continuiamo il nostro giro in bici, fa molto caldo, le pochissime attività commerciali sono chiuse.
Rinfranchiamo la nostra prima impressione di ... pulizia.
Tutte le case sono abitate, non c'è niente di abbandonato, diversamente da Rangiroa qua non c'è stato un passato con più turismo, non c'è stato un forte sviluppo con successivo decadimento.
Sicuramente al mantenimento di questa condizione ha contribuito anche la "cappa protettiva" che l'UNESCO ha calato su questa isola.

Il sole picchia duro, fa caldo, preferiamo terminare la mattinata sdraiati in spiaggia, però all'ombra.
Al pomeriggio andiamo nel lato verso l'oceano, qua per arrivare al reef c'è molto spazio però l'acqua è bassissima ed è impossibile fare il bagno, ritorniamo alla spiaggia della pensione nel lato laguna.
La consolazione finale della giornata è l'ennesimo splendido tramonto.



Dopo 15 giorni di pesce a cena ci presentano carne, agnello dal buon sapore però pesantino, quattro passi sono d'obbligo. Il pontile che dà sulla laguna alla sera è illuminato e le luci attirano folti gruppi di pesci, Donatella è un po' impaurita dal buio, ci ripromettiamo di ritornare con una nostra lampada, un po' di cibo e macchina fotografica.

buonanottte

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