sabato

13° giorno - Rangiroa, i liberi delfini del Tiputa Pass

Iaoranàaa
Con Donatella ci scambiamo una promessa.
D'ora in poi ad ogni risveglio, anche a casa nostra, ci augureremo una buona giornata con questa dolcissima parola.

A Rangiroa avevamo in programma altre due escursioni, una giornaliera alle "sabbie rosa" ed una serale.
Da qualche notte fa un po' di maltempo diverso, alla solita pioggia si aggiunge il vento, e questo crea delle onde che il giorno dopo impediscono di mettersi in mare (o meglio, in laguna) per coprire quel paio d'ore previste per lo spostamento, Alain contatta in continuazione chi dovrebbe condurci ma la risposta è sempre negativa. Poco male, di sabbie rosa ce ne sono anche a Fakarava e speriamo che il tempo là sia più clemente.

L'uscita serale invece sarebbe stata per andare a vedere delle danze folkloristiche. Queste oramai vengono eseguite raramente, quasi esclusivamente nei grandi hotel, ed appunto pensavamo di assistervi al KiaOra Village però, come dicevo, questo è chiuso per cui niente danze (alla fine questa sarà l'unica esperienza che ci verrà a mancare dal programma iniziale).

Le sabbie (in generale) sono uno dei ricordi che ci porteremo da questo viaggio, da ogni spaggia ne portiamo via un pugno che poi esporremo a casa.  La sabbia di Maupiti era bianca, con qualche granello nerissimo indice dell'origine vulcanica, eroso dalle nere rocce laviche che ogni tanto affioravano. A Tahaa invece era bianchissima, di origine completamente corallina, l'avevamo raccolta dal motu dove si trovava l'hotel.
Le sabbie rosa dovrebbero essere il pezzo forte, richieste da parenti ed amici.

Questo rinvio ci salva anche da una prima difficoltà, un'imprevista carenza di contanti.
La moneta locale è il Franco Polinesiano, non hanno l'euro però lo accettano da molte parti.
Avevamo diviso la "cassa" fra euro in contanti da cambiare ed una carta di credito che, oltre all'uso istituzionale, ci riforniva del contante prelevandolo dalle banche. Qua a Rangiroa per le escursioni accettavano solo pagamenti in contanti, mentre nella prossima isola, Fakarava, non ci sono banche e non sappiamo bene se sono attrezzati per le carte di credito, per cui dovremo premunirci con altra abbondante moneta. In queste due giornate di festività locali l'unica banca presente è rimasta chiusa ed il bancomat in breve tempo ha terminato i contanti, per cui avevamo anche bisogno di un po' di tempo libero da escursioni per recarci nell'ufficio e cambiare un po' di euro.

Dopo l'ennesima biciclettata in centro la giornata odierna diventa di assoluto riposo, vabbè spiaggia e bagni però, dopo il susseguirsi delle emozioni precedenti, ci assale un po' di noia, anche se non si può pretendere di essere sempre al massimo.

Al tramonto ritorniamo al Tiputa Pass, le onde lo increspano più alte di ieri e sembra la volta buona per rivedere i delfini, assieme a noi gente del luogo.
Dopo qualche minuto ne vediamo uno in oceano aperto, una fugace apparizione, poco dopo un paio più vicini all'isola, e poi ancora eccoli, uno, due, tre, quattro, uno alla volta, tutti assieme, un paio saltando le onde fanno vere e proprie piroette a pancia insù.
Gran cosa la libertà.
Non sono animali addestrati rinchiusi nei delfinari, SONO LIBERI!
E se la stanno godendo!
Stiamo assistendo ad una vera e propria lezione di vita.
E' impossibile fotografarli, le evoluzioni durano un istante e si spostano in continuazione senza una direzione precisa, provo a filmare lasciando a grandangolo e qualcuno riesco ad immortalarlo.
Ecco che la giornata assume improvvisamente dei grandi significati, per noi rimarranno le più belle immagini di tutto il viaggio.



A cena scopriamo che anche Alain ed altri ospiti della pensione erano presenti alle evoluzioni dei delfini, e sempre con quel misto di lingue riusciamo a trasmetterci le emozioni.
Domani si ricambia, ci attende Fakarava,
buonanotte.

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